Le sfide dell’efficientamento degli edifici da Bruxelles all’Italia: la visita della Commissione HOUS del Parlamento europeo a Milano e Palermo
Da oggi, 16 settembre fino a giovedì 18, una delegazione della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi (HOUS) del Parlamento europeo sarà in visita in Italia, con l’obiettivo di valutare disponibilità e accessibilità degli alloggi nel nostro paese, comprenderne l’impatto sulle comunità locali e raccogliere esperienze utili per costruire politiche europee più inclusive ed efficaci. Dopo Spagna e Francia, i deputati europei saranno prima a Milano e poi a Palermo per incontrare decisori politici nazionali e regionali, stakeholder e università, e discutere la situazione del parco edilizio italiano.
Le missioni nei Paesi membri rientrano nelle attività della Commissione, istituita all’inizio del 2024 con un mandato di dodici mesi. Il suo compito è proporre soluzioni per garantire a tutti i cittadini europei un alloggio dignitoso, sostenibile e accessibile, mappare i bisogni abitativi, analizzare le politiche già esistenti e contribuire alla futura attuazione del Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, iniziativa in preparazione dalla Commissione europea per affrontare la crisi abitativa che caratterizza tutta l’Unione europea.
Questa visita mette in evidenza l’urgenza di affrontare in modo strutturale il tema delle politiche abitative in Italia. Il patrimonio edilizio italiano è composto per l’89% da edifici residenziali e presenta caratteristiche obsolete, inefficienti e costose: oltre la metà degli immobili è stata costruita prima del 1980 e circa tre quarti ricadono nelle classi energetiche meno efficienti (E, F e G). Il sistema resta fortemente dipendente dal gas e quindi dalle fonti fossili, aggravando i problemi di sostenibilità ambientale ed economica.
A questa situazione si aggiunge la crescente povertà energetica, che nel 2023 ha colpito circa il 9% delle famiglie italiane, che non riescono quindi a sostenere i costi di riscaldamento, raffrescamento e manutenzione degli immobili. Le principali iniziative di efficientamento energetico adottate negli ultimi anni, come il Superbonus 100%, pur avendo mobilitato ingenti risorse, non sono riuscite a indirizzare i fondi verso i nuclei familiari più vulnerabili.
A rendere il quadro ancora più complesso è la mancanza di chiarezza sulla Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), nota anche come “Direttiva Case Green”, che dovrebbe guidare la transizione energetica del settore edilizio in tutti i Paesi europei. In Italia, però, la Direttiva resta un tema controverso e non compare nel disegno di legge di delegazione europea 2025, lo strumento con cui il Parlamento conferisce al Governo il mandato per recepire le direttive comunitarie.
Il termine per il recepimento della EPBD è fissato a maggio 2026, mentre entro la fine del 2025 l’Italia dovrebbe presentare la prima bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, ma al momento poco si sa sullo stato di avanzamento di questo documento, un ritardo preoccupante vista l’urgenza del tema. Nei piani nazionali dovranno essere indicate strategie, strumenti e risorse che ogni Stato intende mobilitare per decarbonizzare il patrimonio edilizio entro il 2050, trasformando tutti gli immobili in edifici a emissioni zero.
Per uscire da questa situazione di opacità servono trasparenza, programmazione e responsabilità politica. La visita della delegazione europea in Italia deve essere un’opportunità per riportare al centro dell’agenda italiana il tema del diritto alla casa, collegandolo alla sfida della transizione verde e socialmente giusta, in cui nessuno venga lasciato indietro e tutti beneficiano della transizione.
A questo si aggiunge il nostro appello nell’ambito della più ampia campagna europea BBL – Build Better Lives, con cui vogliamo sensibilizzare istituzioni e cittadini sull’importanza di vivere in abitazioni adeguate, accessibili e efficienti dal punto di vista energetico in tutta Europa.
Tra un mese scadrà la consultazione pubblica sul Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, aperta fino al 17 ottobre: invitiamo tutti a dare il proprio contributo. Il Piano ha l’obiettivo di supportare Stati, regioni e città nell’affrontare le sfide strutturali, sbloccare investimenti pubblici e privati e migliorare l’accesso ad abitazioni a prezzi equi in tutta l’UE.Chiunque può partecipare compilando il questionario disponibile in tutte le lingue: la Commissione europea chiede il contributo di cittadini e stakeholder per individuare le aree in cui l’azione europea può avere il massimo impatto. Questa consultazione, insieme a seminari, laboratori e altri momenti di confronto, confluirà nel Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, la cui adozione è prevista nel primo trimestre del 2026, rappresentando un’occasione concreta di democrazia partecipativa e inclusione nelle decisioni europee.












