Dal viaggio HOUS a Milano e Palermo alle sfide europee sull’abitare

Dal 16 al 18 settembre una delegazione della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi del Parlamento europeo (HOUS) è stata in Italia. Non una visita di rappresentanza, ma un viaggio di osservazione e ascolto: tre giorni per toccare con mano le difficoltà quotidiane legate all’abitare e raccogliere spunti utili per costruire il futuro Piano europeo per gli alloggi accessibili, in questo momento in fase di preparazione dalla Commissione europea

L’Italia è stata scelta come tappa della missione dopo Spagna e Francia. E non a caso le due città selezionate sono state Milano e Palermo: due estremi geografici, due contesti urbani diversissimi, ma entrambi emblematici per raccontare la frattura abitativa che attraversa il Paese. 

La delegazione, guidata da Irene Tinagli (S&D, IT), era composta da eurodeputati di diversi gruppi e Paesi, tra cui Nikolina Brnjac (PPE, HR), Regina Doherty (PPE, IE), Gabriele Bischoff (S&D, DE), Marko Vešligaj (S&D, HR) e Georgiana Teodorescu (ECR, RO). Con loro anche membri accompagnatori italiani come Marco Falcone (PPE), Pierfrancesco Maran (S&D), Lara Magoni (ECR) e Ilaria Salis (The Left). I parlamentari europei hanno incontrato diversi rappresentanti delle Istituzioni locali, esperti del settore, membri della società civile, con lo scopo di raccogliere informazioni e raccomandazioni da condividere con la Commissione europea nella redazione del Piano europeo.

Milano: da capitale del design a laboratorio della crisi

Milano è stata osservata come caso complesso in cui emergono tutte le contraddizioni dell’abitare.La delegazione ha visitato San Siro, quartiere segnato da anni di abbandono e conflitti sociali, e ha incontrato università e associazioni studentesche per ascoltare le difficoltà di chi cerca una stanza a prezzi proibitivi.

Affitti alle stelle, pochi posti letto, la pressione del turismo e degli investimenti immobiliari hanno trasformato Milano in un caso esemplare per capire la crisi europea dell’alloggio.

Accanto a questo, il confronto con il volto nuovo della città (Porta Nuova, CityLife) ha reso ancora più evidente la distanza tra chi può permettersi abitazioni di lusso e chi resta intrappolato in case insicure, costose e inadeguate

Palermo: il diritto alla casa tra periferie e nuove sfide

La seconda tappa è stata Palermo, con le sue periferie storiche e le sue contraddizioni sociali. Qui la delegazione ha incontrato le istituzioni regionali e comunali, visitando il quartiere Zen 2, simbolo di marginalità ma anche di resistenza e desiderio di riscatto.

Il tema non è stato solo la povertà abitativa: si è parlato anche di giovani coppie escluse dal mercato immobiliare, di edilizia popolare da manutenere, di nuove forme di abitare legate ai cambiamenti del lavoro e ai flussi di studenti e nomadi digitali.

Palermo si è presentata come città-laboratorio per immaginare modelli innovativi di co-living e rigenerazione urbana, un luogo dove il diritto alla casa si intreccia con il futuro stesso della comunità.

I risultati della missione confluiranno in un rapporto finale della Commissione HOUS, con raccomandazioni per le future politiche europee sulla casa.

L’Italia e la frattura abitativa

La missione della delegazione HOUS ha confermato quanto il tema dell’abitare sia critico in Europa, come in Italia. L’Italia, con un patrimonio edilizio tra i più vecchi d’Europa (oltre la metà degli edifici è stata costruita prima del 1980) e con una dipendenza ancora fortissima dal gas, deve affrontare non solo la scarsità di alloggi a prezzi equi, ma anche la questione energetica e ambientale.

Come già abbiamo riportato in diverse occasioni, la povertà energetica cresce: nel 2023 quasi il 9% delle famiglie italiane non riusciva a riscaldare o raffrescare adeguatamente la propria casa. Politiche come il Superbonus hanno mobilitato risorse enormi, ma senza arrivare ai nuclei più vulnerabili. Intanto resta incerta l’attuazione della Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (Direttiva EPBD o “Case Green”), che dovrebbe guidare la transizione edilizia ma che in Italia fatica perfino a entrare nell’agenda politica. La Direttiva deve essere recepita entro maggio 2026, ma, come abbiamo sottolineato diverse volte, il governo non si sta muovendo su questo tema e la bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia, attesa per dicembre, ancora sembra lontana..

Quello che la Commissione HOUS porta a Bruxelles, dopo Milano e Palermo, è la consapevolezza che la crisi abitativa italiana non è un’emergenza locale, ma è un tassello fondamentale della sfida europea per case sicure, eque ed efficienti, una delle priorità della nuova Commissione europea.

La campagna Build Better Lives

Perché questa missione non resti solo un esercizio istituzionale, è fondamentale che la società civile faccia sentire la propria voce. Per questo, come MIRA Network abbiamo deciso di accompagnare la missione con la campagna Build Better Lives (BBL), per trasformare l’attenzione istituzionale in partecipazione civica.

Abbiamo realizzato due video insieme a Giovanni Mori e Mattia Iannantuoni per spiegare perché è fondamentale far sentire la propria voce. Per raccontare con chiarezza cosa significa vivere la crisi abitativa: affitti folli, bollette alle stelle, case insicure.

E per Ricordare che è aperta una consultazione pubblica europea e fino al 17 ottobre, chiunque può partecipare compilando un questionario online: un modo semplice e democratico per dire all’Europa cosa pensiamo e cosa vogliamo per il nostro futuro abitativo.

Invitiamo tutti a contribuire: se non lo facciamo noi, saranno altri a decidere al nostro posto.
Qui tutte le informazioni

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