Il 22 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato la Decisione di esecuzione C(2026) 5375 final, firmata dal Vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, che modifica il Programma Nazionale Fondo per una Transizione Giusta (JTF) Italia 2021-2027. Un aggiornamento straordinario che introduce un cambiamento nel modo in cui l’Unione europea eroga le proprie risorse ai beneficiari: un cambiamento che vale oltre 418 milioni di euro e che riguarda entrambi i territori italiani in transizione, il Sulcis Iglesiente in Sardegna e la provincia di Taranto.
Una logica nuova: pagare i risultati, non le fatture
Fino a oggi, l’accesso ai rimborsi dei fondi europei era legato alla rendicontazione dettagliata delle spese sostenute. Con l’introduzione dei finanziamenti non collegati ai costi (FNLC), previsti dall’art. 95 del Regolamento (UE) 2021/1060, cambia il criterio con cui vengono erogate le risorse: il pagamento non dipende più dalla presentazione delle singole fatture, ma dal raggiungimento di risultati definiti in anticipo. L’obiettivo dichiarato è tagliare i tempi e la burocrazia tra chi gestisce i fondi e chi li deve ricevere.
I nove schemi FNLC approvati coprono azioni in entrambe le priorità territoriali: dal sostegno alle energie rinnovabili alla bonifica dei siti industriali, dalla formazione dei lavoratori a rischio alla ricerca applicata, fino alla nuova linea dedicata all’abitare accessibile e sostenibile (Priorità 4). Il valore complessivo delle misure sfiora i 418 milioni di euro, di cui circa 355 milioni finanziati dall’Unione europea: una quota pari al 34,5% dell’intera dotazione del Programma.
Il cambiamento riguarda quindi non solo le modalità di pagamento, ma anche il rapporto tra amministrazioni, beneficiari e sistema dei controlli. Ma questa è davvero una semplificazione, o è uno spostamento della complessità? Per un comune, una cooperativa sociale, un’impresa artigiana di Taranto o del Sulcis, accedere al JTF diventerà più facile: meno carta, meno attesa, meno rischio di essere esclusi perché si manca di un ufficio amministrativo attrezzato. Allo stesso tempo, il nuovo modello sposta l’attenzione sulla definizione dei risultati da raggiungere: diventa quindi rilevante capire come questi obiettivi vengano individuati, quali criteri vengano utilizzati per misurarli e come ne venga verificato il conseguimento. La Decisione non risponde a queste domande. Le apre.
MIRA considera positivo il passaggio da un sistema basato sulla rendicontazione delle spese a uno fondato sul raggiungimento dei risultati. L’esperienza maturata nella gestione dei fondi strutturali europei suggerisce che procedure amministrative molto complesse tendono ad avvantaggiare i soggetti che dispongono di maggiori competenze e risorse, non necessariamente quelli che hanno più bisogno dei finanziamenti o che realizzano gli interventi più efficaci. Affinché il nuovo modello funzioni, però, è importante che gli obiettivi da raggiungere siano definiti in modo chiaro e con il coinvolgimento reale dei territori, evitando di ripetere lo stesso problema con un vocabolario diverso.
Il Comitato di Sorveglianza e la procedura che non si vede
Il Comitato di Sorveglianza ha esaminato e approvato la proposta di modifica mediante procedura scritta in data 26 maggio 2026, come previsto dall’art. 40, paragrafo 2, lett. d) del Regolamento (UE) 2021/1060. La procedura scritta è uno strumento previsto dalla norma, e in molti casi è del tutto appropriata. Su una modifica di questa portata, che ridisegna il meccanismo di erogazione per oltre un terzo della dotazione, merita però una riflessione.
La differenza tra una procedura scritta e una riunione del Comitato non riguarda la legittimità dell’atto, ma le modalità con cui si sviluppa il confronto. Una riunione offre l’opportunità di discutere le modifiche, chiedere chiarimenti e approfondire gli effetti delle scelte proposte, mentre la procedura scritta non prevede questo tipo di interlocuzione.
Nel caso del JTF Italia, sarebbe stato utile approfondire alcuni aspetti operativi del nuovo sistema, in particolare gli effetti sulle domande già presentate, sui futuri bandi e sulle modalità con cui saranno applicati i nuovi criteri di pagamento. Sono elementi che incidono direttamente sull’attuazione del Programma e che assumono particolare rilievo in una modifica di queste dimensioni.
Il Comitato include il partenariato economico e sociale: organizzazioni di lavoratori, associazioni di categoria, enti del terzo settore, rappresentanti delle comunità locali di Taranto e del Sulcis. Questo è esattamente il tipo di passaggio che una rete di monitoraggio civico dovrebbe presidiare e documentare.
I due territori
Sulcis e Taranto sono accomunati dall’essere le sole due aree italiane destinatarie del JTF, ma le loro traiettorie divergono per storia industriale, tessuto sociale e capacità istituzionale. La Decisione introduce due nuovi indicatori specifici di programma, uno per ciascun territorio, costruiti per intercettare i risultati dei rispettivi schemi FNLC. È una domanda che nessun documento ufficiale aiuta ancora a rispondere. I target ci sono. Per ora.
A luglio 2026 Taranto ha visto avanzare alcune misure concrete: la delibera regionale per il Sea Hub (oltre 55 milioni per l’economia del mare e la mitilicoltura nel Mar Piccolo e Mar Grande), le prime gare del programma Green Belt per la rigenerazione urbana, undici proposte selezionate per la rete di infrastrutture sociali della provincia, i bandi imminenti sull’Hydrogen Valley.
Nel Sulcis Iglesiente il quadro appare diverso. Con una dotazione di circa 291 milioni di euro, il Programma continua a puntare sulla diversificazione economica, sulle energie rinnovabili, sulla bonifica dei siti industriali, sulla formazione e sul rafforzamento della capacità di innovazione del territorio. Accanto a queste linee strategiche iniziano però a emergere interventi che misurano la transizione anche attraverso la qualità della vita delle persone. Tra questi rientra il nuovo avviso della Regione Sardegna per la costituzione di un catalogo di fornitori di servizi di cura rivolti ai minori e di assistenza ai figli o ai familiari con disabilità, finanziato nell’ambito del JTF. L’obiettivo non è soltanto ampliare l’offerta di servizi di welfare, ma rimuovere uno degli ostacoli che più frequentemente limitano l’accesso al lavoro, alla formazione e ai percorsi di riqualificazione professionale, in particolare per le donne e per i nuclei familiari più fragili.
La domanda, tuttavia, rimane la stessa per entrambi i territori: come saranno misurati questi risultati? Un catalogo di servizi attivato, un corso concluso o un impianto realizzato rappresentano output facilmente verificabili. Più difficile sarà valutare se quegli interventi avranno prodotto occupazione stabile, ridotto le disuguaglianze o aumentato la capacità delle comunità locali di affrontare il cambiamento. È proprio su questo terreno che il nuovo sistema basato sui risultati sarà chiamato a dimostrare la propria efficacia.
Il ruolo della Rete Civica JTF Taranto
Il 30 luglio 2026, al Circolo Fotografico Il Castello di Taranto, la Rete Civica JTF Taranto, di cui MIRA Network fa parte, ha presentato pubblicamente la propria relazione sullo stato di attuazione del Fondo e sul futuro del territorio. Ingresso libero, sala aperta alla città. La società civile organizzata si dota di una lettura autonoma del Programma e la mette a disposizione di chi vuole usarla per chiedere conto alle istituzioni: non è un gesto simbolico, è esattamente il tipo di lavoro che questa fase richiede.
Con l’introduzione degli FNLC, il JTF diventa un programma che si misura sui risultati. Ma quei risultati li definisce chi governa il Programma, li approva il Comitato di Sorveglianza e li verifica l’Autorità di Gestione. Se la società civile non costruisce una propria lettura di quello che viene misurato, e perché, rischia di ritrovarsi ad applaudire numeri che non corrispondono a nessun cambiamento reale nella vita delle persone. È per questo che continuiamo a farlo.
La consultazione annunciata dalla Regione Puglia per settembre, prima della pubblicazione delle nuove misure, è un appuntamento da non mancare. Vale anche per il Sulcis.










