La sfida della transizione per Taranto e il Sulcis Iglesiente

Il Just Transition Fund (JTF) è lo strumento finanziario nel quadro della politica di coesione, che mira a fornire sostegno ai territori che devono far fronte a gravi sfide socioeconomiche derivanti dalla transizione verso la neutralità climatica, come evidenziato nel nostro articolo precedente. 

L’obiettivo del JTF è supportare le regioni e i territori più colpiti dalla transizione verso un’economia climaticamente neutrale, riducendo le disuguaglianze socioeconomiche che potrebbero sorgere da questo cambiamento. Il fondo nasce per garantire che la transizione verso la neutralità climatica avvenga in modo equo, evitando che alcune regioni o comunità rimangano indietro, in linea con il principio di “non lasciare indietro nessuno” al centro del Green Deal europeo.
Il JTF è cruciale perché affronta le conseguenze più delicate della transizione energetica, come la perdita di posti di lavoro in quei settori maggiormente colpiti dalla transizione verde e le conseguenti difficoltà economiche per le comunità che dipendono da questi settori. Tra gli strumenti del fondo vi è anche la promozione e supporto della riqualificazione professionale, l’innovazione tecnologica, la diversificazione economica e bonifica ambientale, azioni che contribuiscono così a creare nuove opportunità di sviluppo sostenibile.

Il JTF nel Sulcis Iglesiente e a Taranto

In Italia, il JTF si concentra su due aree: la Provincia di Taranto in Puglia e il Sulcis Iglesiente in Sardegna, identificate come le più colpite dalla transizione verso la neutralità climatica. 

Queste aree sono caratterizzate da una forte dipendenza da industrie ad alta intensità di carbonio, come la siderurgia e l’estrazione di carbone, che affrontano sfide significative nel processo di decarbonizzazione

Il Programma Nazionale JTF, gestito dal Dipartimento per le politiche di coesione e per il sud, prevede un investimento complessivo di circa 1,2 miliardi di euro, di cui 795,6 milioni di euro destinati a Taranto e 367,2 milioni di euro al Sulcis Iglesiente. Gli investimenti sono finalizzati a:

  • Diversificazione economica e creazione di posti di lavoro, con il sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) e incentivi per la creazione di nuove imprese;
  • Favorire la riconversione industriale nei settori più colpiti dal passaggio a un’economia verde;
  • Riqualificazione professionale e inclusione sociale, con finanziamenti a programmi di formazione per riqualificare i lavoratori impattati;
  • Promuovere l’occupazione inclusiva, con attenzione alle categorie vulnerabili;
  • Transizione energetica e sostenibilità ambientale, promuovendo investimenti in energia rinnovabile e tecnologie a basse emissioni di carbonio;
  • Riqualificare siti industriali e miniere dismesse;
  • Rigenerare aree degradate con un focus sulla sostenibilità;
  • Riduzione della dipendenza economica dai combustibili fossili, supportando i territori a sviluppare nuove filiere economiche verdi.

I Comitati di Sorveglianza del JTF e altre regole da rispettare

Un elemento chiave per il monitoraggio e l’implementazione degli investimenti finanziati dal  JTF è il Principio di partenariato, regolato dal Codice di Condotta sul Partenariato, in vigore dal 2014.

Questo principio, sviluppato in una serie di linee guida, serve a garantire che tutte le parti interessate, comprese le autorità locali e regionali, le ONG e i rappresentanti della società civile, siano attivamente coinvolte nella preparazione, implementazione e monitoraggio dei programmi di investimento​. Questo principio è essenziale per assicurare che le decisioni prese riflettano le esigenze e le aspettative delle comunità locali e degli altri stakeholder coinvolti.

L’applicazione del Codice di Condotta europeo serve ad assicurare che il JTF sia implementato in modo partecipativo, riflettendo le esigenze locali e promuovendo la trasparenza e l’inclusività in tutte le fasi del programma. Per esempio, i comitati di sorveglianza rappresentano le principali piattaforme per garantire che gli investimenti vengano implementati con trasparenza, integrità e, soprattutto, con la partecipazione significativa delle parti interessate. Nel caso del JTF in Italia, è stato istituito un solo comitato di sorveglianza che segue l’implementazione del programma sia nel Sulcis che a Taranto.

Inoltre, come per gli altri fondi di finanziamenti europei che, come MIRA, monitoriamo, anche il JTF richiede il rispetto di varie normative ambientali e di valutazione, come: la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Questi strumenti sono fondamentali per garantire che gli effetti ambientali dei progetti finanziati siano attentamente valutati. Il principio del Do No Significant Harm (DNSH) è un ulteriore requisito, che impone che i progetti finanziati non arrechino danni significativi all’ambiente.

Questi strumenti e principi sono fondamentali per assicurare che gli investimenti del JTF siano sostenibili e contribuiscano efficacemente alla transizione verso un’economia climaticamente neutrale, rispettando al contempo l’ambiente e le comunità locali.

Il JTF nella provincia di Taranto

La Provincia di Taranto è una delle aree italiane più colpite dalla transizione energetica. Questo territorio, tradizionalmente legato a industrie ad alta intensità di carbonio, deve affrontare sfide significative per adattarsi ai nuovi requisiti di sostenibilità. Sono stati promossi diversi progetti a Taranto con il JTF, tra cui:

Nonostante l’obbligo di implementazione del principio del partenariato e l’esistenza di un comitato di sorveglianza che coinvolge soggetti sia provenienti da Taranto che dal Sulcis, secondo la associazioni del territorio tarantino, il coinvolgimento della società civile in tutte le fasi di preparazione e implementazione del programma è stato in realtà limitato e non sufficientemente inclusivo e non hanno garantito una partecipazione attiva e continuativa dei cittadini nel processo decisionale. Oltre al fatto che il Comitato di sorveglianza si riunisce solo una volta all’anno, attenendosi rigidamente alla normativa di riferimento, gli incontri con i cittadini sono pochi e non adeguatamente pubblicizzati. Tutto ciò riducendo le opportunità per la popolazione di esprimere le proprie preoccupazioni e idee alimentando ulteriormente il malcontento e la sfiducia nel programma JTF. Eppure, l’incontro organizzato a Taranto dall’ex parlamentare europea lo scorso 20 dicembre dimostra quanto i tarantini ripongano speranze in questo programma. Non la soluzione di tutti i mali, ma il primo passo verso una transizione che non lasci indietro i più vulnerabili.

Il JTF nel Sulcis Iglesiente

Il territorio del Sulcis Iglesiente, in Sardegna, è un’altra area identificata come particolarmente colpita dalla transizione energetica. Storicamente legata all’industria del carbone, questa regione deve affrontare una trasformazione significativa per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica. Il JTF supporta questa transizione con investimenti destinati a migliorare l’efficienza energetica, promuovere l’uso di energie rinnovabili e ridurre le emissioni di gas serra.

Nel caso del Sulcis Iglesiente, si evidenzia una carenza di collaborazione tra le diverse associazioni attive a livello territoriale, limitando così la possibilità di sviluppare sinergie efficaci e iniziative condivise a beneficio dell’intera comunità locale.  A ciò va aggiunta l’incertezza iniziale aggravata dalla vacanza della presidenza del centro regionale di programmazione e dalle elezioni politiche, due fattori che hanno contribuito ai ritardi. Il timore principale, tuttavia, è che le risorse disponibili non siano sufficienti a coprire le spese necessarie per bonificare l’intera provincia. Difatti il 31 maggio 2024, è stato pubblicato solo un bando per un valore di 80 milioni di euro finalizzato alla bonifica del Sulcis. Bando che si è chiuso il 5 dicembre 2024, con la pubblicazione della graduatoria dei Comuni beneficiari.

Il futuro del JTF

Il Just Transition Fund rappresenta un’importante opportunità per Taranto e il Sulcis Iglesiente di affrontare le sfide della transizione energetica e climatica, ed è evidente il contributo che questo fondo può dare affinché nessuno venga lasciato indietro nel percorso dell’UE verso la neutralità climatica. Tuttavia, per garantire il successo del programma, è essenziale migliorare il coinvolgimento dei cittadini e la trasparenza delle operazioni. Solo attraverso una partecipazione attiva e informata della comunità locale e una gestione trasparente dei progetti sarà possibile raggiungere gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità e benessere sociale. 

Per agevolare la comprensione su questo argomento, abbiamo  nei mesi scorsi, abbiamo promosso il ciclo di webinar “Navigare il JTF: strumenti di monitoraggio per la società civile”, uno strumento utile per chiunque voglia approfondire il tema del JTF.

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