Venerdì 13 giugno a Roma, allo Spazio Europa, ci siamo ritrovati per un incontro importante e necessario: fare il punto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali (CERS), su ciò che oggi rappresentano per i territori e su cosa serve per renderle più accessibili, efficaci e realmente inclusive.
L’appuntamento “Sbloccare il potenziale delle Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali. Modelli di partecipazione democratica alla transizione verde” che abbiamo promosso insieme al Coordinamento CERS Roma e Lazio è stato organizzato all’obiettivo di mettere in dialogo attivisti, amministratori, tecnici, esperienze locali e realtà finanziarie.
CERS: a che punto siamo?
Le CERS possono diventare strumenti utili per una transizione ecologica condivisa, dove le persone non restano a guardare ma partecipano. Ma tra il dire e il fare, oggi ci sono diversi ostacoli. Come ha ricordato l’on. Europarlamentare Dario Tamburrano, “Molto è stato avviato, ma c’è ancora strada da fare”.
Tra le difficoltà emerse che accomunano in dinamiche analoghe sia le CER che le CERS: bandi pubblici con requisiti troppo complessi, mancanza di infrastrutture adeguate per la connessione in rete, e una normativa che a volte sembra più un freno che un sostegno. Alle volte anche sovrapposizioni e incomprensioni come nell’esempio della Toscana, in cui il bando regionale per le CER rischia di entrare in conflitto con il PNRR, generando confusione invece che stimolo.
Una transizione che coinvolga davvero
Dal Comune di Roma arriva un segnale incoraggiante: si sta lavorando a un regolamento per facilitare l’utilizzo di spazi pubblici per le CERS e per semplificare le procedure. Uno strumento pensato per dare gambe alle comunità e ai loro progetti. Come ha sottolineato Giammarco Palmieri (Presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale), si tratta di passaggi chiave per uscire dalla logica dell’ecologia come lusso e affermare un legame forte tra giustizia ambientale e sociale.
Il ruolo delle banche e della fiducia
Le CERS non si reggono solo sugli impianti, ma anche su reti di fiducia, collaborazione e strumenti finanziari adatti. È questo il messaggio arrivato da Banca Etica e Banco Credito Cooperativo Toscana: servono formule che aiutino le comunità ad anticipare le spese, ad avere accesso a prestiti e garanzie, e a organizzarsi in modo sostenibile.
Ma serve anche un cambiamento di mentalità, perché oggi troppo spesso le regole del credito e quelle della pubblica amministrazione sembrano pensate per altri soggetti – più grandi, più strutturati, meno radicati nei territori.
Dalle esperienze locali arrivano spunti forti
Le voci che abbiamo ascoltato dalle CER di Magliano Alpi, dalla Sardegna e da tante realtà locali ci hanno restituito un’idea viva di comunità che non si limitano a produrre energia, ma rigenerano relazioni, spazi, possibilità. In Sardegna, per esempio, due piccoli Comuni (Villanovaforru e Ussaramanna) stanno lavorando insieme per costruire una CER che tenga insieme contrasto allo spopolamento, educazione ambientale e valorizzazione del territorio.
Un cammino lungo, fatto anche di tentativi, ma che dimostra come le comunità energetiche possano diventare strumenti per restare, abitare, pensare insieme.
Come ha ricordato Sara Capuzzo di ènostra, l’Italia è guardata con interesse in Europa per l’approccio locale e sociale con cui molte CER stanno nascendo. Ma è fondamentale che questa spinta non si perda. Serve attenzione affinché le CER non vengano piegate a logiche di mercato, snaturandone il senso.
E ora?
Chi era presente ha potuto ascoltare esperienze diverse, fare domande, riconoscersi in un percorso comune. Chi non ha potuto esserci può trovare in queste righe un punto di partenza, e magari l’occasione per approfondire, confrontarsi, mettersi in contatto con chi sta già lavorando su questi temi.
Durante l’incontro sono stati proiettati alcuni video che raccontano con immagini e voci dirette la forza delle esperienze in atto:
- La proiezione in anteprima del video “L’energia della comunità: fate CERS e campate cent’anni” realizzato da Next-Nuova Economia per tutti e Coordinamento CERS Roma e Lazio (nell’ambito del progetto ‘Consumatori Illuminati)
- “Progetto SOL – Solari e Solidali”, che mostra il percorso di avvio della prima comunità solidali di energia Rinnovabile a Baranzate (MI) raccontata durante l’incontro da Samantha Lentini Presidente – Fondazione La Rotonda ETS
- “CERS Illuminati – Sabina ETS”, l’esperienza in Sabina, di autoconsumo energetico esclusivamente da rinnovabili, raccontato da Anelia Stefanova
Contenuti che aiutano a comprendere cosa significhi, nella pratica, costruire comunità energetiche solidali, partendo dai territori.
Nel pomeriggio si è tenuto anche un incontro a porte chiuse con il Coordinamento CERS Roma e Lazio, un momento utile per confrontarsi su questioni operative e prospettive future. Un dialogo che continuerà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di restare in rete e dare continuità al lavoro avviato.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali non sono solo una questione tecnica: sono un’opportunità per ripensare il modo in cui produciamo, distribuiamo e viviamo l’energia. Un’energia che sia davvero condivisa, accessibile e utile a chi ne ha più bisogno.










