A Taranto il Just Transition Fund (JTF) sta entrando in una fase operativa importante nel percorso di riconversione economica e ambientale del territorio. Dopo anni di programmazione e confronto istituzionale, le risorse europee pensate per accompagnare l’uscita dalla dipendenza della grande industria siderurgica iniziano a tradursi in bandi, progettazioni e primi interventi sul territorio. Per la città e per l’intera area ionica si tratta di una trasformazione che riguarda ambiente, lavoro, innovazione e uso dello spazio pubblico, con ricadute che interesseranno anche il tessuto sociale e produttivo locale.
Il JTF mette a disposizione dell’area di Taranto circa 800 milioni di euro. La Regione Puglia e la struttura commissariale per le bonifiche stanno guidando l’attuazione delle diverse linee di intervento, mentre il Comune di Taranto prova a costruire un raccordo stabile con associazioni, imprese e soggetti del territorio.
Negli ultimi mesi si è registrata un’accelerazione delle procedure. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Regione Puglia, nell’area di Taranto sono arrivate 66 proposte di investimento per un valore complessivo di circa 160 milioni di euro. Parte delle risorse riguarda programmi destinati alle piccole e medie imprese, all’innovazione tecnologica, all’efficientamento energetico e alla nascita di nuove attività imprenditoriali. Restano aperte anche misure dedicate alla formazione, rivolte a disoccupati e lavoratori coinvolti nelle crisi industriali.
La strategia regionale punta a costruire un sistema territoriale capace di mettere in relazione imprese, università, amministrazioni pubbliche, consulenti e associazioni di categoria. In questa direzione si colloca anche il lavoro sugli acceleratori d’impresa legati alla blue economy, settore che a Taranto assume un valore particolare per la presenza del porto, del Mar Piccolo e delle attività legate alla pesca e alla mitilicoltura.
Una parte molto rilevante del JTF riguarda le bonifiche ambientali e il recupero delle aree compromesse dall’inquinamento industriale. Su questo fronte la struttura commissariale guidata da Vito Felice Uricchio sta portando avanti diversi interventi che intrecciano risanamento ambientale e nuove prospettive produttive.
Tra i progetti più avanzati c’è Filiere Verdi, che dispone di 33 milioni di euro e interesserà circa 90 ettari di aree pubbliche nella provincia di Taranto. L’intervento prevede l’utilizzo di specie vegetali selezionate per favorire la decontaminazione dei suoli attraverso processi di fitodepurazione. Pioppi, paulonie, brassica, ricino e canapa verranno impiegati per assorbire sostanze inquinanti e accompagnare il recupero graduale dei terreni. L’obiettivo è restituire queste aree a usi agricoli e produttivi dopo anni di compromissione ambientale. Le gare d’appalto sono attualmente in preparazione con il supporto di Invitalia.
Accanto agli interventi sui suoli proseguono anche le attività legate al Mar Piccolo e ai quartieri più esposti agli impatti ambientali, come Tamburi. Negli incontri tra struttura commissariale, associazioni e operatori territoriali si è discusso di sistemi di filtrazione delle acque, recupero delle biomasse algali, monitoraggio satellitare dei terreni contaminati e sperimentazioni legate all’impiego della canapa nelle filiere edilizie sostenibili.
Dentro questo percorso si inserisce anche Sea Hub, uno degli interventi più attesi tra quelli collegati al JTF. Il progetto dispone di 48 milioni di euro e riguarda la riqualificazione ambientale e produttiva del Mar Piccolo. In questa fase il lavoro è concentrato sulla definizione progettuale e sul confronto tra Comune di Taranto, Regione Puglia e struttura commissariale.
Sea Hub punta al recupero delle coste del Mar Piccolo, alla riorganizzazione dei punti di sbarco, alla realizzazione di infrastrutture per l’approdo e alla regolarizzazione delle attività presenti nell’area. Una parte del progetto riguarda direttamente la mitilicoltura e la pesca, comparti storici della città che negli ultimi decenni hanno attraversato difficoltà legate all’inquinamento e alle trasformazioni del sistema produttivo locale. L’intenzione delle istituzioni coinvolte è collegare la riqualificazione ambientale allo sviluppo di attività economiche legate alla blue economy e alla valorizzazione del mare.
Resta aperta però la questione della capacità amministrativa e politica di accompagnare una trasformazione così ampia entro i tempi fissati dall’Unione europea. La rendicontazione finale del JTF è prevista entro il 2029 e questo impone una rapida attuazione dei progetti finanziati.
E resta l’interrogativo sulla qualità del confronto pubblico, dalla trasparenza dei processi decisionali e dalla possibilità per cittadini, associazioni e realtà sociali di seguire l’evoluzione degli interventi e partecipare alla definizione delle priorità territoriali (ne abbiamo parlato anche qui).
Nonostante sul piano politico e istituzionale il Comune di Taranto abbiamo intensificato il confronto sui progetti finanziati dal JTF attraverso incontri dedicati tra amministrazione, consiglio comunale, dirigenti tecnici e rappresentanti del territorio, le analisi raccolte evidenziano criticità strutturali che possono limitare la capacità dei programmi di produrre cambiamenti duraturi. In questa prospettiva, partecipazione, trasparenza e monitoraggio ricadono direttamente sulla capacità del JTF di produrre trasformazioni durature e realmente condivise per il futuro della città.










