Riallocazioni, partecipazione e monitoraggio: le priorità per rendere efficace la politica di coesione

Nel ciclo della politica di coesione 2021–2027, il cui quadro normativo si estende anche al Just Transition Fund (JTF), la revisione di medio periodo, strumento di flessibilità degli Stati membri per aggiornare ed adeguare i programmi di investimento lungo l’arco della programmazione, è stato avviata dalla Commissione nel 2025 e chiusa nel 2026, portando anche in Italia a una riallocazione rilevante delle risorse.

Questo passaggio non riguarda soltanto la distribuzione dei fondi, e quindi un aspetto puramente finanziario, ma pone attenzione sul modo in cui le politiche vengono governate e realizzate. Con questo contributo, MIRA Network si inserisce nel confronto pubblico proponendo un’analisi su tre dimensioni che incidono direttamente sull’efficacia della politica di coesione: partecipazione, riallocazione delle risorse e monitoraggio.

Le evidenze raccolte indicano che, oltre alla necessità di adattarsi a un contesto esterno instabile, persistono fragilità strutturali che incidono sulla capacità dei programmi di produrre cambiamenti duraturi e trasformativi. Tra i principali punti di attenzione emergono il progressivo indebolimento del legame con i territori e quindi la riduzione della legittimità territoriale delle politiche, il disallineamento tra priorità europee e scelte di spesa, e una ridotta capacità di apprendere dall’attuazione e correggere le politiche in corso d’opera.

Il report propone una lettura ed interpretazione di queste dinamiche: una governance di qualità, fondata su partenariato, trasparenza e sistemi di monitoraggio, non è un aspetto secondario, ma una condizione abilitante che rende possibile una spesa pubblica più utile e orientata ai risultati.

In questa prospettiva, la partecipazione deve incidere sui processi decisionali; la flessibilità richiede meccanismi adeguati di responsabilità/accountability e il monitoraggio deve evolvere da adempimento amministrativo a leva di indirizzo e apprendimento delle politiche.

Un contributo al dibattito sul post-2027

Il report si inserisce in una fase strategica per il futuro della politica di coesione europea. Le evidenze raccolte indicano la necessità di superare un approccio prevalentemente formale alla gestione dei programmi, rafforzando invece la qualità effettiva della governance e il modo in cui le politiche prendono forma nei territori.

In vista del prossimo ciclo di programmazione, il rischio è che, in assenza di un rafforzamento significativo dei meccanismi di partecipazione, trasparenza e monitoraggio, anche strumenti con un forte potenziale trasformativo come il Just Transition Fund potrebbero non raggiungere pienamente gli obiettivi per cui sono stati pensati.

A partire da queste evidenze, ci rivolgiamo alle istituzioni europee, nazionali e agli attori territoriali a utilizzare queste evidenze per:

  • orientare in modo più efficace la riforma della politica di coesione post-2027
  • migliorare l’efficacia dei processi di attuazione nel ciclo in corso
  • consolidare il dialogo tra i diversi livelli di governance

Di seguito il reportJust Transition Fund e politica di coesione: una panoramica sulla partecipazione, le riallocazioni e i rischi per l’efficacia degli investimenti”

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