Dal prossimo bilancio UE sparisce il Just Transition Fund. Perché per l’Italia è un problema

Dal 1° gennaio 2028 la politica di coesione europea cambia architettura. I fondi oggi separati – il Fondo europeo di sviluppo regionale (ERDF), il Fondo sociale europeo Plus (ESF+), il Fondo di coesione e il Just Transition Fund (JTF), a cui si aggiungono parti della politica agricola comune, della pesca e un nuovo fondo per prosperità e sicurezza – confluiranno in un unico strumento per ciascuno Stato membro: i Piani di partenariato nazionali e regionali (National and Regional Partnership Plans – NRPP).

Il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 è ancora i corso e alcune meritano particolare attenzione.

Nella proposta attuale della Commissione europea, il Just Transition Fund (JTF) viene eliminato come strumento autonomo e assorbito all’interno degli NRPP. Non scompare come voce di bilancio, ma perde la sua architettura dedicata: quella che permetteva di concentrare risorse su territori specifici, costruire piani territoriali per la transizione e coinvolgere gli attori locali in modo strutturato. Al suo posto, la proposta prevede che i piani nazionali possano includere capitoli regionali dedicati alla transizione, ma non li rende obbligatori.

È su questo punto che CEE Bankwatch Network ha pubblicato un briefing che analizza i rischi di questa impostazione e avanza raccomandazioni precise: rendere obbligatori i capitoli regionali negli NRPP, definire criteri chiari per identificare le regioni in transizione, preservare l’approccio territoriale sviluppato con il JTF, garantire risorse adeguate e assicurare un coinvolgimento reale di autorità locali, parti sociali e società civile.

Si tratta di una posizione che il Parlamento europeo ha già fatto propria nel draft report di maggio 2026.

Rendere obbligatori i capitoli regionali non è una questione tecnica, ma è la condizione minima affinché la transizione giusta non diventi una voce residuale all’interno di un piano nazionale orientato principalmente alla competitività. Abbiamo sviluppato questa riflessione nella nostra Policy Note su Just Transition e NRPP 2028-2034, che approfondisce le implicazioni per l’Italia e individua le priorità per il negoziato in corso.

Questa preoccupazione è coerente con quanto abbiamo osservato nel monitoraggio dei fondi pubblici in Italia: senza vincoli specifici, le risorse tendono a concentrarsi nelle aree con maggiore capacità amministrativa, lasciando indietro i territori più esposti ai cambiamenti industriali ed energetici.

Il monitoraggio dei casi PNRR che conduciamo – dallo Skymetro di Genova al dissalatore sul Tara, dall’Acquedotto del Peschiera alla Diga foranea di Genova – ha documentato un pattern ricorrente: quando i progetti vengono costruiti lontano dai territori e senza un coinvolgimento reale delle comunità locali, le risorse pubbliche non producono i risultati attesi.

È lo stesso problema che il briefing di Bankwatch segnala su scala europea e che, nel caso degli NRPP, rischia di ripetersi in modo strutturale se i capitoli regionali resteranno facoltativi.

Con il negoziato ancora aperto, siamo ancora in tempo per portare attenzione sul tema. Porteremo quindi queste raccomandazioni anche nei tavoli in cui siamo presenti, a partire dalla Just Transition Platform e dai working group della Commissione europea, e condividiamo il briefing di Bankwatch con le istituzioni perché riteniamo che le analisi e le raccomandazioni che contiene rappresentino uno dei contributi più solidi al dibattito in corso.

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