Tanti auguri a noi!
Oggi MIRA Network compie due anni:
due anni di persone incontrate, relazioni costruite e strade percorse insieme. Due anni di cammino condiviso con associazioni, gruppi informali, cittadini, attivisti e con tutte quelle persone che, nei territori o nelle istituzioni, credono che le risorse pubbliche debbano essere comprese, discusse e utilizzate nell’interesse delle comunità.
Facciamo un passo indietro.
MIRA Network nasce come progetto l’11 marzo 2024, grazie all’iniziativa di ReCommon e CEE Bankwatch Network, con un obiettivo semplice e ambizioso allo stesso tempo: fare luce sui fondi pubblici europei e favorire la partecipazione delle comunità locali e delle piccole associazioni alla loro programmazione e gestione. In altre parole, contribuire a una transizione ecologica giusta, in cui le decisioni che riguardano territori e persone non restino lontane da chi quei territori li vive ogni giorno. In termini più concreti, significa avvicinare alla materia spesso complessa dei fondi pubblici europei cittadine e cittadini, che dovrebbero poter beneficiare di queste risorse ma che non sempre hanno informazioni, strumenti e occasioni per comprenderne il funzionamento e coglierne le opportunità.
Fin dall’inizio il nostro lavoro si è mosso in questa direzione: osservare, raccontare, condividere informazioni, creare occasioni di confronto e formazione, costruire legami tra realtà diverse. Nel tempo attorno a noi si è via via sviluppata una rete fatta di relazioni, collaborazioni e scambi continui. Ed è anche grazie a questa rete che ci è possibile svolgere il nostro lavoro e dare senso a ciò che facciamo.



Nel frattempo il progetto è cresciuto.
Da quest’anno MIRA Network è diventata ufficialmente MIRA Network ETS, un’associazione senza fini di lucro. È un passaggio che racconta l’evoluzione naturale di questo percorso: gli obiettivi restano gli stessi, ma la nuova forma ci consente di proseguire il lavoro con maggiore stabilità e autonomia, mantenendo vivo il legame con le organizzazioni da cui tutto è partito.
Se oggi festeggiamo questi due anni, lo facciamo soprattutto pensando alle persone che hanno incrociato il nostro cammino: chi ha preso parte a un incontro, chi ha condiviso esperienze dal proprio territorio, chi ha contribuito con idee, tempo ed energie.
In questi due anni anche il contesto intorno a noi è cambiato molto. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza entra nella sua fase finale e in molti si chiedono quale sarà l’eredità di queste risorse e chi ne avrà realmente beneficiato. Il Fondo per una Transizione Giusta, pensato per accompagnare alcuni territori nei cambiamenti industriali ed energetici, attraversa una fase in cui prospettive e sviluppi non sono ancora del tutto chiari. Anche i fondi di coesione, che da anni rappresentano uno degli strumenti principali per sostenere lo sviluppo dei territori europei, sono al centro di discussioni e ridefinizioni. A tutto questo si aggiunge un contesto internazionale sempre più incerto, in cui il ritorno di un linguaggio politico centrato sul riarmo e sulla “difesa” rischia di spostare l’attenzione e le risorse verso altre priorità. È una prospettiva che guardiamo con preoccupazione, perché crediamo che le risorse pubbliche debbano continuare a sostenere la transizione ecologica, la coesione sociale e il futuro dei territori.


Tutto questo riguarda da vicino la vita delle comunità, anche quando può sembrare distante o difficile da comprendere. Sapere come vengono utilizzati i fondi pubblici e capire quali scelte vengono fatte e con quali effetti sui territori non è una questione per addetti ai lavori: è un diritto dei cittadini. È anche da questa convinzione che nasce il nostro lavoro, con l’idea che rendere queste informazioni più accessibili e comprensibili sia il primo passo per permettere a più persone di partecipare alle decisioni che le riguardano e contribuire a orientarle nell’interesse delle comunità.
Per questo il nostro compleanno è prima di tutto un momento di gratitudine. Grazie a chi c’era all’inizio, a chi si è unito lungo la strada e a chi continuerà a camminare insieme a noi.










