Revisione JTF: priorità sull’Abitare Accessibile, ma alcuni punti critici

In occasione della riunione che si è tenuta ieri, giovedì 4 dicembre, a Taranto, del Comitato di Sorveglianza, vogliamo mettere in evidenza il lavoro portato avanti dalla Commissione Europea e dal Dipartimento per le Politiche di Coesione per il Sud nel garantire che le risorse del JTF continuino a sostenere il Sulcis Iglesiente e Taranto in un momento delicato del percorso verso la decarbonizzazione.

La revisione del Programma è un passo avanti nel percorso di transizione, anche grazie all’introduzione della nuova priorità dedicata all’Abitare Accessibile e Sostenibile. Questa misura punta a rafforzare l’offerta di alloggi sociali nel Sulcis Iglesiente e a Taranto, intervenendo sul patrimonio pubblico esistente e recuperando spazi dismessi. L’obiettivo è rispondere ai bisogni abitativi di comunità che affrontano fragilità economiche, invecchiamento della popolazione e trasformazioni urbane profonde. Gli interventi sono orientati a migliorare la qualità della vita, aumentare la disponibilità di case a canone accessibile e sostenere processi di rigenerazione urbana improntati a sostenibilità, inclusione e partecipazione.

Le modifiche proposte al Programma prevedono una variazione complessiva di 387 M€ in quota UE, pari al 37,9% del budget , così ripartita:

  • 119,1 M€ per la revisione della dotazione del Piano Territoriale per la Transizione Giusta del Sulcis Iglesiente
  • 267,8 M€ per la revisione della dotazione del Piano Territoriale per la Transizione Giusta della Provincia di Taranto

Una quota rilevante di queste modifiche riguarda la nuova priorità sull’Abitare Accessibile e Sostenibile, che introduce investimenti dedicati per un totale di 45,4 M€ in quota UE, suddivisi in:

  • 21,2 M€ per il Sulcis Iglesiente;
  • 24,2 M€ per la Provincia di Taranto.

Allo stesso tempo, però ci sono alcuni punti e criticità che riteniamo importante segnalare:

  1. Processo decisionale inclusivo solo sulla carta: la proposta di modifica è stata discussa e in un incontro informale del 19 novembre, a cui non hanno preso parte varie parti locali interessate 
  1. Apertura alle grandi imprese a discapito delle PMI: c’è il rischio che, per favorire l’accelerazione della spesa, si investa in progetti poco qualitativi che non supportano la crescita del tessuto imprenditoriale locale e vadano a discapito della qualità progettuale
  1. Riduzione degli interventi dedicati al sociale e alle competenze: con una riduzione degli strumenti pensati per lavoratori, giovani e gruppi più fragili, si rischia di indebolire proprio quei percorsi che aiutano le persone ad affrontare il cambiamento
  1. Partecipazione civica limitata: nella revisione non compaiono strumenti che permettano alle comunità locali di seguire, valutare e co-progettare gli interventi attraverso un monitoraggio civico

Per noi una transizione davvero giusta significa trovare un equilibrio: competitività sì, ma senza mettere in secondo piano l’ambiente e i diritti sociali. E soprattutto significa decidere insieme, con processi aperti, inclusivi e trasparenti.

La revisione proposta dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud va verso un programma più aggiornato e più coerente con alcune delle esigenze dei territori. Allo stesso tempo è importante continuare ad ampliare il confronto e includere chi vive ogni giorno gli effetti della transizione. Da parte nostra, continuiamo a seguire questi processi e a collaborare affinché la transizione sia davvero giusta e inclusiva.

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