42 organizzazioni della società civile chiedono un sostegno continuo al JTF nel prossimo bilancio dell’UE

Mira Network, insieme ad altre 42 organizzazioni della società civile europee, ha sottoscritto una dichiarazione congiunta che esorta i leader dell’Unione Europea a garantire la continuità del Just Transition Fund (JTF) nel prossimo bilancio dell’UE. Questo fondo, attualmente utilizzato in 92 regioni europee, è essenziale per sostenere le comunità che affrontano le conseguenze della chiusura delle industrie ad alto impatto di carbonio, come quelle legate al carbone e al petrolio.

Alcune regioni completeranno presto il loro processo di transizione, mentre altre dovranno affrontare sfide più lunghe e complesse per raggiungere la decarbonizzazione. L‘appello arriva in un momento cruciale, con la revisione delle politiche di coesione dell’UE e la proposta della Commissione Europea per il nuovo quadro finanziario pluriennale.

Sebbene la Commissione abbia promesso di rafforzare i finanziamenti per la giusta transizione, esistono preoccupazioni riguardo alla possibile riduzione o modifica significativa del fondo, che potrebbe compromettere i progressi finora raggiunti.

La nostra richiesta, insieme alle altre organizzazioni, è che il JTF continui a essere uno strumento dedicato, con particolare attenzione alle regioni più colpite dalla transizione, per assicurare un sostegno mirato alle comunità più vulnerabili.

Raccomandazioni per il futuro del Just Transition Fund

Esortiamo i responsabili delle decisioni dell’UE a mantenere il JTF nel prossimo QFP, continuando a migliorare lo strumento per perseguire una transizione efficace e giusta dal punto di vista ambientale e sociale.

Mantenere il JTF come lo strumento finanziario dedicato nel quadro della politica di coesione dell’UE, con l’obiettivo di sostenere le economie locali dipendenti dai combustibili fossili e affrontare gli impatti sociali, economici e ambientali della transizione verso gli obiettivi climatici dell’UE per il 2030 e 2050. 

  • Preservare il focus territoriale del fondo, supportando le regioni più colpite dalla transizione, in particolare quelle che stanno eliminando le industrie ad elevata intensità di carbonio, come l’estrazione di carbone e lignite.
  • Applicare criteri sociali più severi per affrontare adeguatamente gli impatti della transizione e garantire che il fondo sia dedicato in primo luogo alle misure che affrontano la dimensione sociale della transizione.
  • Rafforzare i criteri ambientali, assicurando che i progetti finanziati rispettino il principio “do no significant harm” e contribuiscano alla tutela della biodiversità e al ripristino della natura.
  • Fornire supporto tecnico alle regioni, migliorando la loro capacità di pianificazione e gestione dei fondi per la transizione.
  • Garantire tempi adeguati all’implementazione dei progetti, evitando che scadenze troppo strette compromettano la qualità delle iniziative.
  •  Rafforzare la governance multilivello, coinvolgendo autorità locali, ONG e altri attori regionali nella pianificazione e nell’implementazione della transizione.
  • Migliorare la cooperazione tra regioni e settori, facilitando lo scambio di conoscenze e promuovendo una collaborazione più stretta tra le autorità pubbliche, le ONG, i sindacati e il settore privato.

Al link lo Statement integrale “ “Keeping the promise: why the Just Transition Fund must be maintained in the next EU budget”

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