Il nuovo report di The Good Lobby e dell’Osservatorio Civico PNRR
The Good Lobby Italia ha pubblicato un nuovo report “Riforme del PNRR: a che punto siamo sulla transizione ecologica?”, un aggiornamento a un anno da una prima analisi sullo stato delle riforme del Piano italiano.
Il report, realizzato insieme all’Osservatorio Civico PNRR, di cui MIRA Network è parte attiva, analizza le misure legate alla transizione ecologica per fare il punto su ciò che è successo nel 2025, su cosa ci attende nel 2026 e sulle principali questioni che stanno emergendo nella fase finale di attuazione.
L’attenzione si concentra in particolare sulla Missione 2 e su REPowerEU, ambiti in cui oggi si riesce a osservare con maggiore chiarezza la distanza, in alcuni casi contenuta e in altri ancora significativa, tra gli obiettivi annunciati e i risultati effettivamente raggiunti.
Il report parte da un’idea semplice ma non trascurabile: approvare una norma o raggiungere una scadenza non significa automaticamente che una riforma abbia funzionato. Il passaggio più delicato arriva dopo, quando regole e strumenti devono tradursi in azioni reali. È qui che entrano in gioco la capacità delle amministrazioni di attuare gli interventi, il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e le difficoltà che emergono nel confronto con la gestione quotidiana.
Per questo il report sposta l’attenzione dal conseguimento formale alla qualità dell’attuazione: non solo cosa è stato fatto, ma anche ciò che sta prendendo forma, ciò che resta in sospeso e i primi segnali di criticità da non trascurare.
Le misure esaminate raccontano di una transizione verde ancora in corso. Il report analizza:
- La Strategia nazionale per l’economia circolare
- Il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti
- La semplificazione delle procedure autorizzative per le energie rinnovabili
- La riduzione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD)
- Il biometano e il mercato dei PPA (Power Purchase Agreement)
- Il Piano Nuove Competenze Transizioni
Il quadro che emerge non è lineare. In molti casi il lavoro normativo è andato avanti, ma gli effetti dipendono ancora da come le regole funzionano nella pratica, da come vengono applicate nei territori e dalla capacità di evitare che strumenti pensati per semplificare finiscano per creare nuove difficoltà ed incertezze.
Ogni scheda del report ripercorre i passaggi principali del 2025, segnala i prossimi snodi e mette in evidenza i possibili rischi di questa fase. Accanto all’analisi tecnica, il report raccoglie anche i contributi di ricercatori, giornalisti ambientali e rappresentanti della società civile, con l’obiettivo di restituire la pluralità di voci e punti di vista che oggi attraversano il dibattito pubblico su queste riforme.
Questo aggiornamento nasce dall’esigenza di comprendere quali effetti stiano iniziando a produrre queste misure e quali questioni restano aperte. Non basta infatti sapere se un passaggio sia stato formalmente concluso: le scadenze possono essere rispettate, ma è importante osservare anche gli effetti che si sviluppano nel tempo, oltre la conclusione del PNRR prevista per agosto di quest’anno.
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