A poco più di un mese dalla scadenza fissata nel Regolamento europeo, prevista per il 30 giugno 2025, l’Italia non ha ancora ufficialmente presentato alla Commissione europea il proprio Piano Sociale per il Clima (PSC). Eppure, la bozza del Piano italiano era già pronta a fine maggio, ed è stata sottoposta al parere degli stakeholder durante l’ultima fase della consultazione pubblica, conclusasi il 15 giugno.
Da allora, però, nessuna comunicazione ufficiale: il documento finale, compreso di ultime integrazioni degli stakeholder, non è stato trasmesso a Bruxelles e non è stato ancora reso pubblico dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Questo stallo però è preoccupante, soprattutto considerato che il Fondo Sociale per il Clima è uno strumento fondamentale per sostenere famiglie e territori vulnerabili nella transizione ecologica
Il Fondo Sociale per il Clima: una leva per l’equità
Il Fondo Sociale per il Clima è stato istituito nel 2023 con lo scopo di mitigare gli impatti sociali dell’estensione dell’ETS 2 (il sistema europeo di scambio delle emissioni) a edilizia e trasporti. Difatti, il FSC è la principale leva finanziaria europea pensata per combattere la povertà energetica e la vulnerabilità nei trasporti, che già colpiscono in modo particolare molti Paesi, tra cui l’Italia, e che si intensificheranno con l’entrata in vigore dell’estensione prevista a partire dal 2027.
Il Fondo mette a disposizione 65 miliardi di euro da spendere tra il 2026 e il 2032, a cui si aggiunge un cofinanziamento nazionale pari ad almeno il 25% dei costi totali stimati nei piani degli Stati membri. Le risorse devono servire a finanziare misure concrete come:
- La riqualificazione energetica degli edifici abitati da famiglie a basso reddito;
- Lo sviluppo di una mobilità sostenibile e accessibile nelle aree urbane e rurali;
- Interventi contro la povertà energetica;
- La promozione di comunità energetiche rinnovabili e della partecipazione attiva dei cittadini.
Per accedere a questi finanziamenti, la Commissione europea deve approvare il Piano Sociale per il Clima, che però solo uno Stato dell’UE (la Svezia) ha trasmesso nella sua versione finale entro la scadenza del 30 giugno. Nel caso dell’Italia, va sottolineato che il MASE ha avviato concretamente i lavori di redazione del piano soltanto all’inizio del 2025, riducendo notevolmente i tempi disponibili per una pianificazione solida e condivisa.
La bozza finale è comunque stata sottoposta a consultazione pubblica tra maggio e giugno: questo ci ha reso possibile contribuire al Social Climate Plan Tracker di REScoop, la federazione europea delle comunità energetiche, con un’analisi preliminare che valuta i Piani dei 27 Paesi europei attraverso 21 criteri, relativi a:
- la qualità della partecipazione pubblica,
- la selezione dei beneficiari,
- l’efficacia delle misure e degli investimenti,
- la coerenza con altri fondi e politiche europee.
Il Tracker di REScoop si presenta come uno sportello unico a disposizione dei decisori politici, nazionali ed europei, e della società civile, per monitorare la qualità dei Piani Sociali per il Clima e confrontarli tra gli Stati membri.
Cosa sappiamo del piano italiano
Per l’Italia, il finanziamento europeo previsto è di 7 miliardi di euro, a cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale obbligatorio del 25%, per un totale di circa 8,75 miliardi di euro per il periodo 2026–2032.
- Il 51% del budget è destinato al settore edilizio, con focus sull’efficienza energetica per famiglie vulnerabili;
- Il 41% va al settore dei trasporti, con investimenti in veicoli elettrici, infrastrutture di ricarica e trasporto pubblico a basse emissioni;
- Il 7% riguarda misure di sostegno al reddito per alleviare l’impatto dei costi energetici;
- Il 2% è destinato all’assistenza tecnica.
Positivamente, il Piano italiano dimostra un impegno concreto nel contrastare la povertà energetica e la vulnerabilità nei trasporti; tuttavia, alcune criticità dovrebbero essere affrontate prima dell’approvazione finale della Commissione europea:
- Gli obiettivi di efficienza energetica coprono solo il 30% degli interventi;
- L’edilizia sociale pubblica è l’unica interessata, escludendo molti inquilini vulnerabili in abitazioni private;
- Gli investimenti per il riscaldamento e il raffrescamento sono limitati;
- Manca un supporto finanziario alle comunità energetiche rinnovabili, fondamentali per promuovere autonomia energetica e partecipazione attiva.
A livello di partecipazione pubblica, il Regolamento europeo richiede solo che ogni Stato membro presenti il Piano previa consultazione delle autorità locali, delle parti economiche e sociali e della società civile, senza obblighi stringenti. Il MASE ha mostrato apertura e disponibilità al dialogo, ma il processo è partito solo a marzo, lasciando poco tempo per un coinvolgimento strutturato.
Grazie alla collaborazione di diverse organizzazioni verdi e sociali, siamo riusciti a condividere le nostre proposte. Aspettiamo ora la bozza finale per capire quali saranno state effettivamente integrate nel testo definitivo.
E ora? Il futuro del Fondo Sociale per il Clima nel prossimo budget europeo
Oltre alla mancata presentazione di molti Piani da parte degli Stati membri, ci si interroga su quale sarà il futuro del Fondo Sociale per il Clima.
A metà luglio, la Commissione europea ha presentato la proposta per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), il budget europeo 2028–2034, introducendo una nuova struttura per il Piano europeo.
Il Fondo Sociale per il Clima nel nuovo QFP è incluso negli 865 miliardi di euro che verranno destinati ai Piani nazionali e regionali di partenariato (National and Regional Partnership Plans), che integreranno politiche di coesione, agricole, climatiche, sociali e migratorie per i 27 Stati UE.
In un contesto di negoziazioni europee e nazionali, rimane fondamentale che il governo italiano trasmetta al più presto il piano finale, e che la Commissione lo valuti accuratamente, assicurandosi che sia in linea con le necessità reali dei cittadini e delle comunità coinvolte nella transizione verde.










