La Banca Centrale Europea (BCE) ha pubblicato ieri (9 gennaio) il suo consueto Report (Bollettino economico n. 8/2024) tra i tanti temi analizzati vi è l’impatto economico del programma Next Generation EU (NGEU), di cui si evidenziano tanto le opportunità quanto le criticità.
La struttura e le risorse del programma
Il NGEU è strutturato attorno alla Recovery and Resilience Facility (RRF), che ne rappresenta il 90% del budget totale, pari a 724 miliardi di euro. Di questi, 338 miliardi sono destinati a sovvenzioni e 386 miliardi a prestiti.

Al momento, gli Stati membri hanno richiesto circa 650 miliardi di euro, equivalenti al 4,6% del PIL dell’UE nel 2019. Secondo il report della BCE, l’allocazione delle risorse è stata studiata per sostenere progetti strategici che promuovano la sostenibilità ambientale e l’innovazione tecnologica. In particolare, il 42% dei fondi è destinato a progetti verdi, mentre il 27% supporta iniziative di digitalizzazione.
Progressi e sfide evidenziate dal report BCE
Nonostante le premesse ambiziose, il report della BCE evidenzia che l’attuazione del NGEU ha incontrato ostacoli significativi. Ad oggi, circa il 40% dei fondi totali è stato già erogato agli Stati membri, ma solo il 40% degli obiettivi di riforma è stato completato (sappiamo invece che la realizzazione degli investimenti procede più a rilento, anche in Italia come ha evidenziato l’ultima Relazione Semestrale della Corte dei Conti italiana, analizzata qui). Questo ritardo è attribuibile principalmente a tre fattori:
- Capacità amministrativa limitata: molti Stati membri, tra cui l’Italia, faticano a gestire progetti complessi e ad attuare riforme strutturali nei tempi previsti.
- Shock inflazionistici: l’aumento dei prezzi delle materie prime e l’inflazione hanno ridotto la capacità di investimento e reso più complessa l’attuazione dei progetti.
- Difficoltà nella catena di approvvigionamento: le interruzioni nelle forniture globali, causa colli di bottiglia, hanno rallentato la realizzazione delle infrastrutture previste.
Questi problemi, sottolinea la BCE, rischiano di compromettere l’efficacia complessiva del programma, sollevando preoccupazioni sulla possibilità di realizzare appieno il suo potenziale.
Impatto economico: tra aspettative e realtà
L’impatto economico del NGEU è finora inferiore alle aspettative iniziali, secondo la BCE. Tra il 2021 e il 2023, il programma ha contribuito ad un incremento del PIL dell’area euro di appena +0,1%-0,2%, contro le stime iniziali che prevedevano un effetto del +0,5%. I ritardi nell’attuazione e l’inflazione hanno eroso parte dei benefici economici attesi.
Tuttavia, le prospettive future rimangono positive. Si stima che entro il 2026 il NGEU potrebbe generare una crescita del PIL compresa tra +0,4% e +0,9%, con benefici maggiori attesi nella seconda metà del programma. Sul fronte del debito pubblico, il NGEU dovrebbe contribuire a una riduzione significativa: per l’Italia e la Spagna, i due principali beneficiari, si prevede una diminuzione di circa 7-8 punti percentuali entro il 2031.
Investimenti strategici per un’Europa sostenibile e digitalizzata
Uno degli obiettivi principali del NGEU è favorire la transizione verde e digitale dell’Europa. Quasi la metà delle risorse è destinata a progetti verdi, come l’espansione delle energie rinnovabili, l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile. Parallelamente, il programma punta a rafforzare la competitività tecnologica dell’UE, con investimenti nella digitalizzazione dei servizi pubblici, nell’infrastruttura 5G e nella formazione digitale. La BCE evidenzia che questi investimenti rappresentano un passo fondamentale per modernizzare le economie europee e affrontare le sfide globali, inclusa la lotta al cambiamento climatico e la crescente competizione tecnologica internazionale.
Quali prospettive per il NGEU?
Il successo del NGEU dipenderà in larga misura dalla capacità degli Stati membri di accelerare l’implementazione delle riforme e di garantire la qualità dei progetti. La BCE sottolinea l’importanza di un uso ottimale delle risorse, evitando compromessi che possano ridurre l’impatto delle riforme. Per ottenere risultati tangibili, è essenziale:
- Rafforzare la capacità amministrativa a livello nazionale e locale
- Mitigare gli effetti dell’inflazione attraverso politiche mirate
- Favorire una maggiore cooperazione tra gli Stati membri per condividere best practices e affrontare le sfide comuni
Il Next Generation EU rappresenta una grande opportunità per rilanciare l’economia europea e costruire un futuro più sostenibile e resiliente. Tuttavia, il programma non è esente da rischi: ritardi nell’attuazione, difficoltà amministrative e sfide economiche potrebbero limitare il suo impatto.
La BCE evidenzia che solo con un approccio strategico e determinato il NGEU potrà realizzare appieno il suo potenziale, contribuendo non solo alla ripresa economica post-pandemia, ma anche alla costruzione di un’Europa competitiva, verde e digitale.










