La settimana scorsa, durante una riunione della cabina di regia – alla quale l’Osservatorio Civico PNRR non è stato invitato – il Ministro Foti ha annunciato l’ultima rimodulazione del PNRR italiano, con 2,1 miliardi di euro redistribuiti tra circa 90 misure. La modifica ha riguardato le misure che non avrebbero potuto rispettare le scadenze del Piano, che ormai si avvia alla sua conclusione, o che presentavano criticità di rendicontazione; tra questi, il progetto RoSCo per il noleggio ferroviario, il credito d’imposta ZES Mezzogiorno e alcune misure in agricoltura e ambiente.
La novità è che i fondi verranno riallocati principalmente su:
- Housing sociale ed efficientamento energetico: 1 miliardo
- Credito d’imposta Industria 5.0: 700 milioni
- Efficienza energetica nell’edilizia residenziale pubblica: 200 milioni
- Comunità energetiche rinnovabili: 173 milioni
- Acquisto di treni elettrici: 94 milioni
- Autoproduzione di energia rinnovabile per le PMI: 32 milioni
Per l’housing, il miliardo sarà erogato tramite la creazione di una nuova Facility, cioè uno strumento finanziario affidato a un soggetto gestore che eroga prestiti o garanzie a condizioni agevolate per sostenere interventi di riqualificazione energetica nelle politiche abitative. Lo stesso meccanismo era già stato utilizzato in una precedente rimodulazione del Piano, quando per le CER era stata creata una Facility affidata al GSE; in quel caso però i fondi erano stati tagliati.
A fronte di quella riduzione, che vi abbiamo già raccontato, in questa rimodulazione le risorse per le CER aumentano: i 173 milioni si aggiungono ai circa 795 milioni già stanziati a fine 2025. Certamente un recupero, ma pur sempre parziale. Anche la misura sull’edilizia residenziale pubblica beneficia di un rafforzamento giustificato dalla domanda, che infatti registrava già un surplus di richieste.
Secondo il Governo, questa è l’ultima e definitiva riprogrammazione del Piano, ormai a pochi mesi dalla scadenza di fine agosto. L’Italia ha nel frattempo ricevuto dalla Commissione europea la nona rata da 12,8 miliardi, e si prepara ora alla decima e ultima, la più impegnativa: 159 obiettivi da rendicontare per un valore di 28,4 miliardi.
“Bene che la riallocazione dei fondi sia andata a favore delle comunità energetiche rinnovabili e dell’housing sociale: sono due fronti prioritari che rispecchiano la domanda reale. Non a caso la misura sull’edilizia residenziale pubblica aveva già le liste d’attesa.
Il segnale è positivo, ma tutto dipende da come i fondi vengono usati. Il Governo ha annunciato la creazione di una nuova Facility per l’housing e il potenziamento dello strumento finanziario per le CER: in entrambi i casi, quello che conta è come questi strumenti verranno costruiti e da chi potrà accedervi. L’esempio dell’investimento PNRR per le comunità energetiche dimostra che non basta avere fondi dedicati: le risorse c’erano, ma l’attuazione è stata così problematica da portare a tagli e revisioni continue. Quindi è fondamentale che i soggetti gestori progettino strumenti efficaci e accessibili. Per l’housing, per esempio, la nuova Facility deve poter raggiungere anche i soggetti più piccoli, comuni, cooperative, terzo settore, altrimenti rischia di concentrarsi su operatori già strutturati e non contribuire al vero cambiamento.
La nota dolente di questa rimodulazione riguarda però il processo: una rimodulazione che tocca 90 misure e 2,1 miliardi di euro dovrebbe avvenire con il massimo della trasparenza e del coinvolgimento civico. Invece, l’assenza dell’Osservatorio Civico PNRR dalla cabina di regia è l’ennesima decisione presa a porte chiuse e poi annunciata”.
Francesca Canali, Policy & Project Manager, MIRA Network
Per seguire gli ultimi sviluppi del Piano, che si avvia verso la sua fase conclusiva, abbiamo dedicato la rubrica “Dentro il PNRR: gli ultimi mesi spiegati bene” che approfondisce i Casi monitorati nel tempo e le dinamiche, virtuose e non, emerse nel corso dell’implementazione degli stessi.










