Lo scorso 4 giugno, la Commissione europea ha fatto il punto sull’attuazione del PNRR nella sua Comunicazione “NextGenerationEU – The Road to 2026”, in cui fa il punto sull’attuazione del PNRR in tutti i paesi dell’Unione europea. La comunicazione arriva a un anno e mezzo dalla scadenza finale del PNRR, promosso sin da subito come uno strumento temporaneo per sostenere la ripresa post-pandemica, e, proprio per questo, ha una scadenza inderogabile fissata alla fine del 2026.
Su questo la posizione della Commissione è chiara: non ci saranno proroghe, gli Stati devono finalizzare l’attuazione del proprio piano rispettando tre scadenze:
- 31 agosto 2026: raggiungimento di tutti i traguardi e gli obiettivi previsti nei Piani
- 30 settembre 2026: termine per la presentazione dell’ultima richiesta di pagamento da parte degli Stati membri
- 31 dicembre 2026: data ultima per i pagamenti da parte della Commissione europea, non sono previste estensioni oltre questa data
La Commissione però è altrettanto chiara nell’evidenziare le criticità: l’attuazione dei Piani è in ritardo e, mantenendo i ritmi attuali, non si riuscirà a completare tutti i traguardi e gli obiettivi previsti dai PNRR nazionali.
Secondo i dati aggiornati alla fine di maggio 2025:
- Sono stati erogati 315 miliardi di euro, pari al 49% del totale
- Restano dunque da erogare circa 335 miliardi di euro entro i prossimi 18 mesi, di cui 154 miliardi in sovvenzioni e 180 miliardi in prestiti
- Sono stati raggiunti 2.218 traguardi e obiettivi, collegati a 1.145 riforme e 1.073 investimenti
- La Commissione ha valutato come già realizzato oltre il 31% dei traguardi e obiettivi complessivi, mentre gli Stati membri ne hanno segnalato un ulteriore 21% come completato
- Rimangono da presentare oltre 4.300 traguardi e obiettivi (su un totale di 7.105)
In questi mesi, abbiamo spesso segnalato come l’implementazione del PNRR in Italia stia procedendo con lentezza, rischiando di compromettere l’utilizzo di una parte rilevante dei fondi europei disponibili. Questa situazione è stata confermata più volte, non solo dalle organizzazioni della società civile, ma anche dalle relazioni della Corte dei Conti (lo abbiamo evidenziato qui). Il rallentamento incide in particolare su investimenti legati alla transizione verde, come quelli destinati alle comunità energetiche, che potrebbero contribuire allo sviluppo sostenibile del Paese, ma che al momento risultano bloccati da numerosi ritardi, come abbiamo raccontato recentemente.
In questo senso, nel documento la Commissione fornisce alcune indicazioni agli Stati membri per modificare i propri Piani, così da non rischiare di perdere i finanziamenti del PNRR. Tra queste:
- Rafforzare le misure esistenti se la loro attuazione procede positivamente
- Ridimensionare l’ammontare dei prestiti previsti
- Ridurre i progetti non realizzabili entro agosto 2026, trasferendoli su fondi nazionali o altri fondi europei, mantenendo solo gli elementi finanziabili con il PNRR e attuabili entro la scadenza
- Contribuire al Programma Europeo per l’Industria della Difesa (EDIP), utilizzando investimenti del PNRR a supporto di contributi volontari al futuro programma
È quindi fondamentale agire subito per non perdere i finanziamenti. Per l’Italia, il PNRR ha rappresentato una vera svolta nei finanziamenti europei: combinato con la politica di coesione, questi strumenti rappresentano circa l’11,1% del PIL previsto per il 2024.
Il documento della Commissione si inserisce inoltre nel Semestre Europeo, che quest’anno include la prima valutazione dei bilanci nazionali secondo il nuovo Patto di Stabilità e una proposta di raccomandazioni per le politiche economiche post-PNRR. Per l’Italia, le raccomandazioni toccano sei aree:
- Finanze pubbliche (compresa la lotta all’evasione fiscale e la riduzione del cuneo sul lavoro)
- Utilizzo efficace dei fondi UE (PNRR e coesione)
- Innovazione e competitività
- Riforma della pubblica amministrazione e promozione della concorrenza
- Transizione ecologica
- Formazione e occupazione
La Commissione sottolinea infine che sono necessari sforzi aggiuntivi per completare tutte le misure entro il termine del 31 agosto 2026. Per riuscirci, è fondamentale che l’Italia acceleri l’attuazione di riforme e investimenti, rafforzando in particolare la capacità amministrativa, soprattutto a livello locale.








