Rigassificatore a Vado Ligure: tra incertezze, polemiche e una comunità sempre più preoccupata

La questione del rigassificatore a Vado Ligure resta ancora aperta, alimentando incertezza e crescente preoccupazione nella comunità savonese. Una prospettiva che continuiamo a contestare con forza, come già evidenziato nei nostri articoli, ribadendo la netta contrarietà a un progetto che non risponde né alle esigenze del territorio né agli obiettivi di una reale transizione ecologica. Il 16 giugno, infatti, il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, ha dichiarato che l’iter per il trasferimento della nave rigassificatrice Italis LNG (ex Golar Tundra) dal suo Comune a Vado Ligure “non si è mai fermato” e che ora il Governo deve solo stabilire le tempistiche.

Una presa di posizione che smentisce le rassicurazioni della Regione Liguria, secondo la quale l’Esecutivo avrebbe promesso uno stop definitivo al progetto. Ma le parole del sindaco toscano fanno vacillare questa convinzione e rimettono il tema al centro del dibattito.

Come tra l’incudine e il martello, cittadini, comitati e amministratori locali – da tempo mobilitati contro il trasferimento nel golfo savonese – si trovano nuovamente a vivere lo stessa vicenda di pochi mesi fa.

PD e AVS: “Mancano atti formali. La Regione chiarisca”

Le dichiarazioni di Ferrari hanno innescato una reazione immediata sul piano politico. Il Partito Democratico, attraverso i segretari provinciali e comunali Emanuele Parrinello e Simone Anselmo, ha ricordato che a gennaio il Consiglio Regionale aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegnava la giunta a impedire l’arrivo della Golar Tundra.

Ma, secondo il consigliere Roberto Arboscello, “da allora non è stato fatto nulla di concreto” e “le interlocuzioni con il Governo sono rimaste vaghe e informali”.

Anche AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) si unisce al coro di critiche. I consiglieri regionali Jan Casella e Selena Candia accusano la giunta Bucci di immobilismo e denunciano il potenziale impatto negativo dell’impianto: sull’ecosistema marino, sull’economia locale e sulla sicurezza ambientale del territorio.

Linea Condivisa: “La Liguria non resti in silenzio”

Sulla vicenda è intervenuta anche Linea Condivisa, associazione politica nata nel 2019 per costruire una politica basata su idee e condivisione, mettendo al centro la Liguria e i suoi bisogni, che attraverso un comunicato ufficiale ha espresso forte preoccupazione. Il consigliere Gianni Pastorino ha definito “grave” la mancanza di atti formali da parte della Regione per fermare il progetto, chiedendo alla giunta chiarezza, documenti e comunicazioni ufficiali al Ministero. “Non bastano più le parole – ha dichiarato – servono posizioni nette e messe nero su bianco”.

La presidente Rossella D’Acqui e la referente ambiente Nadia Repetto hanno ribadito i rischi ambientali e strategici legati all’uso del GNL, rilanciando con forza l’urgenza di investimenti su energie rinnovabili e modelli energetici sostenibili e affermando che “La partita non è chiusa e non abbasseremo la guardia”.

Uno scenario ancora incerto

Con l’avvicinarsi della scadenza per la permanenza della Italis LNG a Piombino, fissata per luglio dell’anno prossimo, l’ipotesi di un trasferimento accelerato torna concreta. Come richiesto alla società civile locale, i rappresentanti istituzionali della Liguria sono ora chiamati a fornire risposte formali e documentate, non più semplici dichiarazioni.

Il futuro del golfo di Vado, di Savona e, più in generale, della politica energetica regionale passa da qui: dalla coerenza delle scelte, dalla partecipazione reale dei territori e da un impegno serio verso un modello energetico più giusto, sostenibile e costruito insieme, attraverso strumenti chiari e vincolanti.

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