Una sopraelevata sulla valle: cosa prevedeva lo Skymetro
Lo Skymetro era un sistema di trasporto rapido automatizzato sopraelevato pensato per collegare il nodo ferroviario di Brignole con i quartieri dell’alta Val Bisagno, fino a Molassana, percorrendo circa 6,5 km in viadotto al di sopra del torrente Bisagno. L’infrastruttura avrebbe compreso sette stazioni e convogli con capacità di circa 442 passeggeri ciascuno, con frequenze più elevate nelle ore di punta. Il cronoprogramma originario prevedeva cinque anni di lavori e l’entrata in esercizio entro il 2027.
Il finanziamento di 398 milioni di euro fu assegnato nel febbraio 2022 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del Piano nazionale di investimenti per il Trasporto Rapido di Massa nelle aree urbane – un programma distinto dal PNRR, ma strutturato con vincoli di realizzazione analoghi.
Dopo anni di progettazione, revisioni tecniche e dibattito pubblico, il procedimento è stato archiviato dal Comune di Genova nel gennaio 2026. Con la chiusura del progetto sono andati perduti 398 milioni di euro già stanziati, tornati allo Stato in seguito alla rinuncia formale dell’amministrazione genovese al finanziamento. Le risorse ministeriali, inizialmente destinate al trasporto rapido di massa, sono state successivamente riassegnate al prolungamento della Linea M5 della metropolitana di Milano verso Monza, mentre il problema della mobilità pubblica della Val Bisagno resta ancora irrisolto.
La vicenda Skymetro illustra in modo emblematico come un finanziamento rilevante possa andare perso – e con esso l’opportunità di migliorare la mobilità di una delle aree più popolose di Genova – quando l’iter progettuale non rispetta i principi di trasparenza, partecipazione, sostenibilità e coerenza territoriale.






















































