Caso non virtuoso

Skymetro di Genova

Progetto di trasporto rapido automatizzato sopraelevato destinato a collegare Brignole a Molassana lungo la Val Bisagno, con un tracciato di circa 6,5 km e sette stazioni. Finanziato nel 2022 con 398 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture, avrebbe dovuto entrare in funzione entro il 2027. Dopo anni di revisioni e dibattiti, il Comune di Genova ha archiviato il progetto nel 2026. Il caso evidenzia i rischi di una progettazione priva di adeguata condivisione, sostenibilità e coerenza territoriale.

Regione

Liguria

Località

Genova

Proponente

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Data prevista inizio lavori
2022
In ritardo
Data prevista fine lavori
2027
Investimento
398.000.000 €
Fonte investimento
Piano nazionale di investimenti per il Trasporto Rapido di Massa nelle aree urbane
Stato

Archiviato

Criteri di Mira violati:
Trasparenza
Coinvolgimento dei cittadini
Sostenibilità economica, ambientale e sociale

Una sopraelevata sulla valle: cosa prevedeva lo Skymetro

Lo Skymetro era un sistema di trasporto rapido automatizzato sopraelevato pensato per collegare il nodo ferroviario di Brignole con i quartieri dell’alta Val Bisagno, fino a Molassana, percorrendo circa 6,5 km in viadotto al di sopra del torrente Bisagno. L’infrastruttura avrebbe compreso sette stazioni e convogli con capacità di circa 442 passeggeri ciascuno, con frequenze più elevate nelle ore di punta. Il cronoprogramma originario prevedeva cinque anni di lavori e l’entrata in esercizio entro il 2027.

Il finanziamento di 398 milioni di euro fu assegnato nel febbraio 2022 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del Piano nazionale di investimenti per il Trasporto Rapido di Massa nelle aree urbane – un programma distinto dal PNRR, ma strutturato con vincoli di realizzazione analoghi.

Dopo anni di progettazione, revisioni tecniche e dibattito pubblico, il procedimento è stato archiviato dal Comune di Genova nel gennaio 2026. Con la chiusura del progetto sono andati perduti 398 milioni di euro già stanziati, tornati allo Stato in seguito alla rinuncia formale dell’amministrazione genovese al finanziamento. Le risorse ministeriali, inizialmente destinate al trasporto rapido di massa, sono state successivamente riassegnate al prolungamento della Linea M5 della metropolitana di Milano verso Monza, mentre il problema della mobilità pubblica della Val Bisagno resta ancora irrisolto.

La vicenda Skymetro illustra in modo emblematico come un finanziamento rilevante possa andare perso – e con esso l’opportunità di migliorare la mobilità di una delle aree più popolose di Genova – quando l’iter progettuale non rispetta i principi di trasparenza, partecipazione, sostenibilità e coerenza territoriale.

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